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i molossi di alessandro magno

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i molossi di alessandro magno

Messaggio Da Reika Giordano il Dom Ott 21, 2012 5:21 pm


Come promesso, ecco la storia del molosso che sarebbe poi diventato, il dogue in francia, il mastiff in inghilterra, il mastino spagnolo in spagna e il mastino napoletano e cane corso in italia.

Al di là della preistoria in cui ci sono anche lì prove inequivocabii di cani già utilizzati per la difesa delle grotte ecc ecc..ed eventualmente mancasse anche questa parte posso aggiungerla successivamente, ora metto la parte relativa alla grecia ed alessandro magno.


I primi molossi furono
introdotti in
Grecia come prede di guerra dopo la sconfitta di Serse I, re di Persia,
avvenuta nel 480 a.C.
I mastini erano noti col nome
generico
di «molossi» dalla regione greca Molossia del popolo dei Molossi, che
anticamente occupava l'Epiro, nella
penisola greca, in cui venivano utilizzate alcune razze di molossoidi
per
affiancare l'esercito in guerra.


lo
stesso Alessandro Magno

importò questi cani
dall’India, loro Paese d’origine, e li schierò in battaglia per
scompaginare le formazioni nemiche,
con le sue
guerre di conquista nei piu`lontani
territori asiatici, ha contribuito alla loro diffusione. È cosa certa
che già all'epoca del Macedone i mastini, soprattutto pesanti, fossero
altamente considerati.
Gli Elleni inoltre avevano
grande
considerazione per i cani da guardia, usati per sorvegliare i templi di
Asclepio. Si diceva che essi fossero stati capaci di distinguere i
difensori indigeni dai barbari che tentavano di introdursi nel tempio
di Minerva. Si narrava poi che i cani avessero salvato la città di
Corinto da un attacco di sorpresa durante le guerre del Peloponneso.
Quarantanove dei cinquanta cani a guardia dell’abitato furono uccisi
dal nemico, ma il cinquantesimo riuscì a dare l’allarme. I cittadini,
riconoscenti nei confronti dei loro difensori a quattro zampe,
innalzarono un monumento in loro onore e il superstite ricevette un
collare d’argento con incisa la dedica: “Al protettore e salvatore di
Corinto”.


Nella letteratura e nella vita degli antichi Greci i cani erano
una presenza costante.












Quasi assente nell'arte
greca l'antico
molosso non è però ignorato dalla tradizione letteraria e mitologica:
ne scrisse Aristotele, filosofo e naturalista, considerato il padre
della zoologia.


Stagirita cita, nelle sue opere, 7 diverse razze
di cani, senza però descriverle dettagliatamente e chiamandole col nome
delle regioni dove erano diffuse (cani di Sparta, d'Epiro,
d'Egitto...). In particolare nel "De animalibus historia", al lib. IX
leggiamo: «La razza dei cani d'Epiro, anch'essa da caccia non
differisce in niente dalle altre, se non perché accompagna i greggi e
spicca per grandezza e forza, per cui debella le fiere. Poi sono
prestanti, e per forza, e per sagacità quei cani che nascono dall'una e
dall'altra razza, degli epirotici e dei spartani.


I Greci immolavano vittime canine anche a Proserpina,
Mercurio, Marte e Diana. In una città della Focide, Daulide,

nel tempio dedicato a Minerva, erano allevati cani che,
docili con i Greci, erano particolarmente feroci con gli stranieri. E
in Sicilia, nel tempio di Vulcano, presso l'Etna, era osservata la
stessa consuetudine della madre patria.



I molossi di Alessandro...





I cronisti dell'epoca raccontano che il Macedone
ricevette in dono dal re indiano
Poros un gigantesco molosso, impressionato dal suo aspetto,
volle opporlo senza indugi a cinghiali e orsi. L'animale
non dimostro` per questi avversari alcun interesse e rimase pigramente
coricato a guardarli,
Alessandro, deluso, lo fece uccidere. Quando apprese la notizia, il re
indiano invio` un secondo
molosso gigante, di nome Peritas, e avvertí che, come il precedente, era
abituato a combattere
soltanto contro avversari degni di lui ed era per questo che il
precedente non si era mosso, che al mondo non vi
erano altri molossi pari alla bestia in questione e che se avesse fatto
sopprimere
anche l'ultimo non ne avrebbe potuto mandare di uguali. Alessandro fece
allora combattere
Peritas contro un leone e successivamente contro un elefante. In ambedue
gli scontri l'animale
si comporto` con eccezionale valore, tanto che il Macedone, alla morte
del cane, diede il suo
nome ad una città.Le cronache del tempo riportano inoltre che nel 326
a.C. 156 molossi,
che Alessandro nel frattempo si era messo ad utilizzare regolarmente
contro leoni ed elefanti,
furono opposti nelle arene a belve e gladiatori. Proprio Aristotele era
solito chiamare i
grandi mastini «leontonix», cioà «discendenti dei leoni», tale era
l'impressione che su di lui avevano provocato.
Per capire di che tempra erano i mastini in quei Tempi duri e barbari
basti un anedoto,Curti
us, uno dei biografi di
Alessandro Magno, narra che un altro re indiano,
Sophites, volendo persuadere Alessandro della forza e della ferocia dei
suoi molossi, fece
condurre un leone di grossa taglia e lo fece assalire da quattro di essi
( Strabone scrive che per fronteggiare un leone
occorrevano quattro molossi )
che immediatamente
se ne impadronirono. Un arciere, per separarne uno dal leone al quale si
era tenacemente
avvinghiato, lo prese per una gamba e gliela recise; ma poichà il
forsennato non si decideva
a lasciare la presa, gliene taglià una seconda e così di seguito, fino a
privarlo di tutte
e quattro le membra. Ma nonostante fosse mezzo morto l'indistruttibile
mastino non
rinuncio` alla sua vittima.




Nel periodo romano..solo un accenno per mostrare la foto
Capua, il più
importante centro d'armi e d'allevamento dell'impero. Era
lì che si allevavano e addestravano uomini, cavalli e cani da guerra.
Non è vero quindi che da Roma, dalla capitale dell'impero, i mastini
scesero nel napoletano. E' invece vero il contrario, erano gia lì. Sì,
proprio così: erano già Mastini... Allevati e selezionati per

una precisa funzione: la Guerra. Nei campi di battaglia, dove
probabilmente erano utilizzati soggetti più resistenti e in grado di
affrontare lunghe marce, nelle arene, dove invece si esibivano
combattendo con fiere, tori e gladiatori i soggetti più grandi e
poderosi.


I mastini di tipo leggero resi
pressoché invulnerabili contro le frecce da corazze e
maglie di ferro, precedevano le fanterie nell'attacco, dimostrandosi
spesso decisivi per le
sorti della battaglia. In seguito intervenivano i mastini pesanti che
con pochissimi soldati,
rendevano praticamente inespugnabili i capisaldi conquistati
.













Il molosso fu opportunamente
allevato ed addestrato per diversi scopi, quali:


combattente in battaglia; combattente
nelle arene contro belve e gladiatori;
guardiano
di edifici pubblici, di case e di ville patrizie;
ausiliario


nella caccia grossa.












Il
Molosso Romano, pertanto,
era un cane funzionalmente completo.

la foto aggiunta è di una statua raffigurante il molosso romano..fntastica secondo me
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Re: i molossi di alessandro magno

Messaggio Da Reika Giordano il Dom Ott 21, 2012 5:22 pm

fonte web, ma che cavolo di formattazione ha messo...boh
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Re: i molossi di alessandro magno

Messaggio Da elisabetta bartolomei il Dom Ott 21, 2012 9:02 pm

Cavolo Reika sei un pozzo di sapere!grazie per averci raccontato degl'antenati dei ns. dogue ,bravissima! saggio bravo
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